Canzoni che forse già conoscete
Funiculì, Santa Lucia e altre ancora
Le storie dietro Funiculì, Funiculà, Santa Lucia e Torna a Surriento, più due canzoni successive al 1950, come lista d'ascolto.
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Funiculì, Funiculà (1880) celebra la prima funicolare sul Vesuvio. Santa Lucia, pubblicata nel 1849, è l'invito di un barcaiolo e la prima canzone napoletana tradotta in italiano. Torna a Surriento è dei fratelli De Curtis. Tutte sono classiche della canzone napoletana. Il programma del concerto varia in base alla data, quindi usatelo come lista d'ascolto, non come scaletta.
Come utilizzare questo elenco
Queste sono le canzoni che la maggior parte dei visitatori ha già ascoltato senza sapere da dove venissero. Sono i brani più celebri del genere, e un concerto di canzone napoletana tradizionale attinge proprio a quel mondo. Il programma varia a seconda degli interpreti, quindi nessuno di essi è garantito in una data serata. Considerate l'elenco come un contesto: conoscere una storia rende la canzone più facile da seguire quando arriva, e più facile da cantare se la sala si unisce al coro.
Funiculì, Funiculà
Luigi Denza la compose nel 1880, con testo del giornalista Peppino Turco, per commemorare l'inaugurazione della prima funicolare sul Vesuvio. Fu presentata al festival di Piedigrotta lo stesso anno, e lo spartito, pubblicato da Ricordi, vendette oltre un milione di copie nel giro di un anno. Nel testo originale di Turco, un giovane paragona la sua innamorata a un vulcano e la invita a una romantica gita fino alla vetta.
La canzone che ingannò Strauss
Richard Strauss sentì la canzone durante un tour in Italia sei anni dopo che era stata scritta, la prese per una canzone folk napoletana tradizionale e la utilizzò nel suo poema sinfonico Aus Italien. Denza fece causa e vinse, e Strauss dovette pagare i diritti. Rimsky-Korsakov commise lo stesso errore nella sua Canzone napoletana del 1907. Che una canzone moderna fosse scambiata per musica folk dice qualcosa sulla rapidità con cui si diffuse.
Santa Lucia
Santa Lucia è una canzone napoletana tradizionale. Teodoro Cottrau la tradusse dal napoletano all'italiano e la sua casa editrice la pubblicò come barcarola a Napoli nel 1849, durante la prima fase dell'unificazione italiana. Fu la prima canzone napoletana tradotta in versi italiani. Il testo originale celebra il quartiere sul lungomare di Borgo Santa Lucia nel Golfo di Napoli, con un barcaiolo che vi invita sulla sua barca a godere della fresca serata. L'incisione di Enrico Caruso è considerata forse quella definitiva del XX secolo.
Torna a Surriento
Torna a Surriento, Come Back to Sorrento, fu composta nel 1894 da Ernesto De Curtis su versi del fratello Giambattista, poeta e pittore. Fu registrata nel 1905. La tradizione vuole che risalga al 1902, quando il sindaco di Sorrento chiese a Giambattista una canzone per il Primo Ministro in visita, Giuseppe Zanardelli, sebbene le carte di famiglia suggeriscano un'origine anteriore. In ogni caso rimane una delle canzoni più popolari della tradizione.
Santa Lucia all'estero
Santa Lucia viaggiò lontano dal Golfo di Napoli. In Svezia, Finlandia, Danimarca, Isole Fær Øer e Norvegia le furono dati nuovi versi per il giorno di Santa Lucia, nel periodo più buio dell'anno, e la versione svedese più nota è Sankta Lucia, ljusklara hägring. In Repubblica Ceca divenne famosa come Krásná je Neapol, Napoli è bella, cantata da Waldemar Matuška. In Austria è conosciuta come Wenn sich der Abend mild. Che l'invito di un barcaiolo sia diventato una canzone di luce invernale dimostra quanto lontano potessero arrivare le melodie napoletane.
Dopo il 1950
La canzone napoletana non si fermò nella prima metà del XX secolo. Wikipedia annovera Malafemmena di Totò e Maruzzella di Renato Carosone tra le canzoni scritte dal 1950 in poi diventate classici a pieno titolo. Treccani colloca Carosone, con Peppino di Capri, nella svolta verso il pop di influenza americana. Se un concerto va oltre l'epoca classica, questi sono i nomi da ascoltare.
A chi non è rivolta questa lista
Non è una promessa di scaletta, né una rassegna completa. Se volete il repertorio completo, un'antologia registrata farà di più. Se volete le canzoni cantate dal vivo in sala, con un interprete diverso a ogni data, il concerto è il modo per ascoltarne una manciata. Leggete le storie, sceglietene una e ascoltatela.
Leggi il prossimo: O sole mio: la storia
Domande frequenti
Quali canzoni suonerà il concerto?
Il programma cambia con gli interpreti e non è fissato in anticipo. L'ora si chiude con un canto corale su 'O sole mio.
Di cosa parla Funiculì, Funiculà?
Fu scritto nel 1880 per commemorare la prima funicolare sul Monte Vesuvio.
Torna a Surriento parla di Sorrento?
Sì. Il suo titolo significa Torna a Sorrento ed esprime nostalgia per la città.
Fonti